Oscar Daffe sceglie la Fuego per le sue realizzazioni

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Date:
13 Aprile, 2015
Maestria, efficienza, arte, non possono che descrivere alla perfezione ciò che è Oscar Daffe.
Un’azienda belga con una tradizione lunga più 85 anni, nei quali ha affinato innovative tecniche di lavorazione della pietra.
Perché vedere piani cucina, rivestimenti o scale prodotte da Oscar Daffe, pezzi architettonici nella maggior parte dei casi vuol dire osservare opere d’arte. 
Nata nel 1929 a Wauthier-Braine, la Oscar Daffe dal 1982 è gestita dalla famiglia Brams, che con la sua passione e professionalità ne ha garantito il consolidamento a livello internazionale.
Importando straordinari blocchi di marmo e granito da tutto il mondo, lavorando con maestria la pierre bleue del Belgio la “marbrerie” Oscar Daffe ha realizzato ai complementi d’arredo e pregiati pezzi architettonici spesso esportati.
Da Oscar Daffe infatti, l’intera gamma di prodotti è realizzata su misura, con il cliente che sceglie la tipologia di pietra e le dimensioni dell’oggetto.
Questo approccio quanto mai moderno e accurato ha attratto designers e  architetti famosi, personalità che hanno potuto dare sfogo alla propria creatività sfruttando l’alta componente tecnologica del parco macchine di Oscar Daffe unito al know-how dei suoi tecnici per realizzare i loro esclusivi progetti.
L’azienda belga ha puntato dritto sulla nuova Fuego Multiaxis, modellatrice e sagomatrice a 10 assi interpolati, vero e proprio oggetto del desiderio per molti marmisti, già scelta anche da altre realtà di prim’ordine come Savema (Carrara) e Kienesberger (Austria). Un acquisto nato dalla necessità della Oscar Daffe di realizzare forme architettoniche  sempre più complesse, che ha trovato nella Fuego la risposta più adatta alle proprie esigenze. La Fuego Multiaxis si caratterizza per le notevoli dimensioni dei pezzi che può produrre e per la modernità delle soluzioni tecnologiche adottate, alcune delle quali sono state anche brevettate. 
Una macchina facile e performante
Sono queste le caratteristiche della Fuego, e questo è il motivo per il quale è molto attesa nei laboratori di Wauthier-BraineBreton ha inserito in questa multiassi tutta la tecnologia studiata ed appresa in 30 anni nell’impiego dei controlli numerici: spostando su ciascuna colonna un carrello, e piazzandoci due pulegge da 1.000 mm di diametro, ha risolto anche quell’atavico problema dell’inclinazione del filo che costringeva la struttura ad andare al di sotto del livello del terreno.
Stop alle fastidiose “vasche” ai lati delle colonne
Con il sistema ideato da Breton la Fuego lavora con filo inclinato di +/- 20° blocchi con altezza fino a 1.800 mm, mentre in caso di filo parallelo la distanza tra filo diamantato e base d’appoggio del carro portablocco è di 2.200 mm.
Avreste mai pensato che il design nascesse dal “Fuego”?

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